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Francesco Stellacci: ricerca italiana per la nanomedicina e per la prossima marea nera

La prossima marea nera potrebbe vedere uno ‘sciame’ di robot in grado di assorbire automaticamente il petrolio trovato in superficie. A realizzarli il Mit di Boston, grazie a una tecnologia sviluppata dall’italiano Francesco Stellacci.

La flotta di robot, che e’ stata presentata a Venezia durante la Biennale, e’ equipaggiata con delle cinture ricoperte di nanoparticelle in grado di assorbire 20 volte piu’ petrolio dei sistemi tradizionali.

Francesco Stellacci, professore di scienza dei materiali al Mit di Boston, è un giovane bitontino (classe 1973) che con le sue capacità e il suo genio onora il nome di Bitonto all’estero, operando con successo in una delle più prestigiose istituzioni scientifiche mondiali. Stellacci, nel 2005, è stato inserito nella classifica mondiale dei 35 super innovatori in campo scientifico. Da quasi 10 anni lavora sulle nanotecnologie con ottimi risultati. Negli ultimi anni il professor Stellacci è tornato in Italia con per collaborare con l’istituto Besta e fondare un centro europeo di nano medicina. Lo sviluppo di nuovi materiali e nuove tecnologie per migliorare la diagnosi e la cura delle malattie neurologiche è l’obiettivo del primo programma di ricerca del Centro Europeo di Nanomedicina, la Fondazione promossa e finanziata da Regione Lombardia che riunisce 10 istituti di ricerca pubblici e privati di primissimo piano. La Fondazione, nata nel luglio 2009, ha appunto l’obiettivo di ricercare e sviluppare soluzioni innovative per la prevenzione, la diagnosi e la cura di patologie tumorali, cardiovascolari e neurologiche. Il progetto, attivato in collaborazione con l’Istituto Besta, viene seguito dal prof. Francesco Stellacci, docente al MIT di Boston e a Losanna, con il suo team di tre ricercatrici nel laboratori del Campus IFOM-IEO.
“Torna in Lombardia – ha commentato il presidente di Regione – uno dei nostri migliori cervelli”. Il presidente ha ringraziato Stellacci per la “disponibilità e l’entusiasmo con cui ha accettato questa nuova sfida”, ricordando di averlo conosciuto a Boston alcuni anni fa e di averlo già “catturato” nella rete di collaborazioni di Regione Lombardia. Nonostante la sua giovane età (è del 1973) Stellacci è già stato insignito di 12 premi internazionali. “Con questa importante iniziativa – ha proseguito il presidente – ha deciso di tornare in Italia e di mettere a disposizione il suo know how. Questo risultato testimonia la capacità di attrazione del nuovo Centro”. Il presidente ha sottolineato anche la “necessità della circolarità dei cervelli perché la conoscenza è un bene universale” e si è detto favorevole alla permanenza all’estero per alcuni anni dei nostri ricercatori così come l’arrivo in Lombardia e in Italia dei migliori ricercatori stranieri.
Dal canto suo, Stellacci ha parlato della “realizzazione di un sogno” e cioè quello di “svolgere una ricerca al livello più alto possibile in Italia”.

Written by Stefano De Mitri

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